Sicilia bedda, ricomincio da te?

Non sono siciliana, non mi sento siciliana. Non sono nata qui, e non ho un rapporto particolare con questa terra.

Questo si, il sangue che scorre nelle mie vene è sicuramente siculo, regalo di mamma e papà.

Il 2020 sappiamo già che passerà alla storia, e che ognuno di noi avrà le sue da raccontare.

Un anno di cambiamento, dove abbiamo perso il controllo del futuro (o l’illusione di un controllo).

Un anno che mi ha portato qui, ad abbracciare la Sicilia, per ricominciare da me.

6.30 del mattino il sole rosso dietro la Calabria

La mattina mi sveglio senza sveglia, normalmente sono circa le 6:30, quando il sole spunta rosso da dietro la Calabria. Ci sono giorni in cui invece il mio corpo chiede di più, e io glielo concedo. Dopo più di un mese qui, guardando il mare dall’alto, mi sento vuota. Ma non è un vuoto brutto, negativo. E’ un vuoto che mi permette di ascoltare quello che ho dentro, come vibro con l’esterno. Ho provato il vuoto tante volte, ma mai con questa sfumatura rinfrescante.

Da più di un mese non faccio niente, o quasi. Un bel niente, fatto di letture, e sguardi sulla natura. Questo far niente mi ha aperto gli occhi.

Negli ultimi anni non mi sono fermata un attimo. Ho lavorato e studiato costantemente per essere sempre più produttiva, più efficiente, mascherando il tutto con rituali di positività. E mi sentivo sempre insoddisfatta.

non fare un bel niente fatto di letture e sguardi sulla natura

La mia amica di sempre, per telefono, un giorno mi ha consigliato di fare delle cose per il gusto di farle, per piacere personale e senza uno scopo.

Non ci sono riuscita, per anni ho sempre e costantemente pensato a come far fruttare le idee e le passioni, per fare soldi o per essere “successful” in un senso trasformato e dettato dai tempi moderni, dove tutto passa per altri mezzi… si si, sto parlando delle reti sociali.

Ancora adesso faccio fatica a staccarmi da questa forma mentis, non so se sia possibile cambiarla del tutto, ma forse posso modificarla e controllarla per permettermi di essere più libera e meno condizionata. Non voglio rinnegare né buttare via, voglio trasformare e conservare gli insegnamenti, che indubbiamente sono tanti, e farli miei per davvero.

Quando ho lasciato la Spagna per rifugiarmi qui, pensavo a Taiwan con ansia. Volevo essere lì, fortissimamente. Il legame con Taiwan e con la mia Asia in generale non è svanito ne diminuito di un solo millimetro, non muta, è troppo forte.

Però, non so come, mi sono resa conto di non voler tornare come prima, con una me improvvisata, né tanto meno nello stato attuale di emergenza e disperazione che mi porterebbe a fare compromessi perché senza risorse. Bensì, mi piacerebbe tornare da persona libera, libera di fare scelte, libera di non chiedere aiuto, libera da compromessi e soprattutto consapevole di me stessa e del mio vuoto interiore.

E allora ritorno ad abbracciare la Sicilia e il mare dall’alto, ritenendomi fortunata per avere un posto da dove ripartire, e che posto.

e che posto!

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